Con il prezioso carico ritirato direttamente a casa di Giancarlo – il guardia parco – e una ultima ripulita all’orto sperimentale tutto è pronto.
Arriva Pierìn armato di tridente e con il supporto di Claudio che sfodera anche un “rastrello modificato” il gioco è chiuso in un paio d’ore. Anche Walter fa capolino per verificare l’opera. E’ fatta. Non resta che aspettare e magari cercare di far sprofondare qualche semino rimasto troppo esposto.
Insomma tutto qui? La sensazione è interlocutoria, il primo istinto è quello di guardare il cielo per cercare chissà quale segnale propiziatorio: pioggia, ma non troppa, un po’ di caldo, la neve il più tardi possibile?
Arriva Letizia: “Quante umìne hai seminato?” mi chiede. Solo un sacchettino.
“Io ce l’ho un pezzettino di campo se vuoi provare, il prossimo anno”.
Un anno, aspettiamo.